Sala I. Preistoria e Protostoria

DAL PALEOLITICO INFERIORE ALL'ENEOLITICO

Le più antiche tracce dell'Uomo sul territorio di Frosinone risalgono al Paleolitico inferiore (250 mila anni fa): si tratta di rari manufatti in calcare provenienti dall'area circostante la collina di Selva dei Muli, rilievo isolato di origine vulcanica che si innalza nella pianura a ovest della città.
Dalla stessa area provengono altri strumenti litici riferibili alla frequentazione dell'Uomo di Neandertal durante il Paleolitico medio (150.000 - 35.000 anni fa).
Seguono manufatti attribuibili all'Homo sapiens e risalenti al Paleolitico superiore (35.000 - 10.000 anni fa).
Durante l'Eneolitico (III millennio e secoli iniziali del II) si sviluppa, sempre nei pressi di Selva dei Muli, un esteso villaggio delimitato da un fossato, scoperto negli anni Ottanta e dagli anni 2000 oggetto di ripetuti scavi finalizzati alla realizzazione di un Interporto Merci.
Gli scavi del secolo scorso hanno restituito un'ingente quantità di ceramica in prevalenza di impasto grossolano, spesso con squame sovrapposte e cordoni a rilievo; più rara l'attestazione di vasi con pareti sottili, a volte decorate da motivi geometrici incisi.
I manufatti litici del villaggio comprendono un'alta percentuale di punte di freccia in selce utilizzate per la caccia al cervo, la specie più frequente tra la fauna, rappresentata anche dal maiale, dal bue, dalla pecora e dalla capra.
Macine in pietra lavica ed elementi di falcetti indicano che le forme di sussistenza degli abitanti del villaggio erano basate, oltre che sulla caccia e l'allevamento, anche sulla pratica dell'agricoltura



DALL'ETA' DEL BRONZO ALL'ETA' DEL FERRO

Durante l'età del bronzo la valle del Sacco, percorsa dal fiume allora navigabile, rappresenta un canale naturale di penetrazione che favorisce una distribuzione capillare di insediamenti stabili, mentre l'attività di transumanza, con i suoi spostamenti periodici dalla montagna alla pianura, determina la presenza di insediamenti temporanei in genere collocati presso sorgenti e corsi d'acqua.
A Frosinone un insediamento temporaneo risalente alla media età del bronzo (XVI-XIV sec. a.C.) doveva situarsi a valle della città, nelle immediate vicinanze del fiume Cosa (località Lo Schioppo). E' documentato da diversi frammenti ceramici pertinenti per lo più a vasi dalle forme semplici (scodelle, olle, contenitori con prese, bugne e cordoni). Presenti anche un disco forato (forse un peso) e un frammento decorato ad incisione con un caratteristico motivo a meandro.
All'età del bronzo finale (XII-X sec. a.C.) risale l'occupazione stabile della sommità e delle pendici settentrionali del colle di Frosinone, testimoniata da numerosi frammenti ceramici e fittili rinvenuti presso il Viadotto Biondi, tutti riferibili ad un contesto di abitato: vasellame da cucina e da mensa, oggetti per la cottura dei cibi (fornelli) e per la filatura della lana (fuseruole). Tipici di questo periodo i vasi biconici decorati da solcature a zig-zag e file di punti.
Le evidenze archeologiche di Frosinone relative all'età del ferro (IX-VII sec. a.C.) provengono da diverse località distribuite su gran parte dell'attuale area urbana, indicative di un'occupazione diffusa che concerneva le pendici intermedie del colle e la zona a valle attraversata dal fiume Cosa.



IL SITO DI FRAGINALE

Nel corso dei lavori per la costruzione degli alloggi annessi alla Caserma dei Carabinieri La Rocca di viale G. Mazzini (località Fraginale) fu messa in luce, nel 1958, un'importante area archeologica, caratterizzata da strati di terra che restituirono notevoli quantità di frammenti ceramici e fittili databili nel corso dell'età del ferro.
Gli utensili per la filatura e la tessitura della lana (fuseruole, rocchetti, pesi da telaio), il vasellame da mensa e da fuoco e i fornelli per la cottura dei cibi indicano un contesto di abitato stabilmente occupato a partire almeno dall'VIII sec. a.C. Grumi di terracotta con impronte di rami indiziano l'esistenza di capanne.
La maggior parte delle forme ceramiche del sito di Fraginale si inseriscono nella cultura dell'età del ferro laziale, mentre un particolare tipo di anforetta con decorazione a doppia spirale, originario di Cuma e presente anche a Tarquinia, conferma il ruolo di collegamento svolto dal Lazio interno, fin da epoca molto antica, tra Etruria e Campania.
Verso la fine del VII sec. a.C. il sito di Fraginale viene utilizzato a scopo funerario, come dimostra una tomba a fossa con scheletro di adulto e corredo composto da un'olletta decorata con motivo inciso a denti di lupo e da un'anforetta a corpo costolato con anse doppie.
L'uso funerario dell'area prosegue anche nei secoli successivi, come dimostra un'altra tomba a fossa con scheletro di bambino, rinvenuta al di sopra della precedente e riferibile al V sec. a.C.



IL SITO DI FONTANELLE

Sulla riva destra del fiume Cosa, in località Fontanelle, scavi regolari degli anni Sessanta e Settanta, hanno evidenziato un'area archeologica di notevole interesse, stabilmente occupata nel corso dell'età del ferro con tracce di frequentazione precedenti.
Gli aspetti della vita quotidiana della comunità stanziata nell'area di Fontanelle sono indicati dai numerosi utensili per la filatura e la tessitura della lana, tra cui una terminazione di fuso in lamina di ferro. Altre attività domestiche erano la macinazione dei cereali e la lavorazione del latte indicate, rispettivamente, da un frammento di macina in pietra lavica e da un colatoio/bollitoio.
Nell'area si svolgevano anche attività a carattere artigianale, come la lavorazione del ferro e la lavorazione della ceramica, quest'ultima presente con un repertorio molto ampio comprendente piatti, tazze, scodelle, coperchi, doli e vasi biconici di grandi dimensioni.
La fauna, indicativa dei sistemi di allevamento e di sussistenza della comunità stanziata nel sito di Fontanelle, è rappresentata soprattutto da specie domestiche, quali caprovini, maiale e bue.
Come il sito di Fraginale anche l'area di Fontanelle è stata utilizzata a scopo funerario: le tombe più antiche, risalenti alla fine del VII sec. a.C., sono state scoperte in scavi recenti svolti per la realizzazione di un edificio privato (anni 1999-2000).
Tali scavi hanno confermato la notevole estensione dell'insediamento di Fontanelle e le funzioni abitative, produttive e funerarie dell'area nel corso di un lungo periodo di tempo compreso almeno tra l'VIII e il IV sec. a.C.